PROGETTO T.A.V.
Documentazione
  Comitato Tecnico Scientifico:

- P. Gontero (Coordinatore)
- V. Altieri
- S.M. Di Stasi
- V. Serretta

L'incidenza di carcinoma vescicale aumenta in modo drammatico dopo i 40 anni in entrambi i sessi con un picco oltre i 60 anni. Nell'anziano vi è un maggiore rischio di sviluppare carcinomi vescicali infiltranti la muscolare rispetto a quelli superficiali o non infiltranti la muscolare. La ridotta incidenza negli uomini di colore potrebbe spiegarsi con un ritardo di diagnosi come documentato dalla più alta incidenza di forme localizzate nei bianchi rispetto alle popolazioni di colore.
Il 98% dei carcinomi vescicali originano dall'epitelio transizionale e sono quindi definiti carcinomi transizionali. Circa il 70-80% dei tumori della vescica alla prima presentazione sono lesioni non infiltranti la muscolare, in altre parole limitano la loro invasività alla sottomucosa e sono abitualmente trattati con terapie intravescicali. I tumori della vescica non infiltranti la muscolare vengono a loro volta suddivisi in 3 categorie di rischio, rispettivamente a basso, intermedio ed alto. La maggior parte dei tumori della vescica non infiltranti la muscolare (80%) appartiene alle categorie a rischio basso ed intermedio le quali accomunano neoplasie con basso rischio di progressione neoplastica ma con spiccata tendenza alla recidiva.

Obiettivi dello studio
Esiste una notevole disparità in ambito urologico nazionale, nell'approccio terapeutico ai tumori della vescica non infiltranti la muscolare relativamente ai tipi di farmaci da utilizzare come prima o seconda linea, al dosaggio ed alla schedula di somministrazione più adeguata (durata dell'induzione e mantenimento o non), alla conoscenza del profilo di sicurezza delle molecole. Alla base di un atteggiamento clinico spesso dominato dall'empirismo più che da dati supportati dall'evidenza c'è probabilmente una reale mancanza di solide basi scientifiche oltre che una scarsa aderenza alle linee guida che in molti punti presentano un basso livello di evidenza (criteri empirici)
Un siffatto atteggiamento potrebbe portare ad una scarsa ottimizzazione dei risultati clinici e ad uno lievitare di costi sanitari oltre che all'utilizzo inappropriato delle terapie.
I risultati ottenuti dalla sperimentazione (correttamente eseguita) della terapia intravescicale con Gemcitabina autorizzano altri studi volti a valutarne l'efficacia, soprattutto come farmaco di seconda linea. Un'indagine conoscitiva su scala nazionale a 360 gradi circa le modalità di approccio clinico e terapeutico al tumore della vescica non infiltrante la muscolare potrebbe quindi rappresentare un interessante presupposto su cui impostare progetti educazionali e/o costituire le basi per studi scientifici miranti ad incrementare il livello di evidenza ed in ultima analisi condurre ad un'ottimizzazione dei risultati clinici e della spesa sanitaria.
Il presente studio ha l'obiettivo di indagare a livello nazionale, in un periodo predefinito (01/2009-
12/2010):
1. La prevalenza dei tumori della vescica non-nfiltranti la muscolare in ciascun Centro Urologico
Nazionale;
2. Individuazione dei fattori di rischio: familiarità, fumo, esposizione professionale,…
3. L'adesione o meno di ciascun Centro a linee guida esistenti per la diagnosi ed il trattamento dei tumori della vescica no-infiltranti la muscolare: Europee? Americane? Regionali? Altre? Nessuna?
4. L'adozione dell'elettrofolgorazione, con o senza biopsia, come modalità unica di terapia;
5. Le modalità d'esecuzione della TUR: biopsia a freddo, profondità della resezione, preparazione dei campioni da inviare all'anatomo-patologo (porzione vegetante e base d'impianto), indicazioni al mapping vescicale e uretrale, elettrocoagulazione della base d'impianto e delle aree perilesionali);
6. Le indicazioni alla RE-TURB: sempre? Solo in caso di T1? Solo in caso di T1G3?) [56];
7. Suddivisione dei pazienti in categorie di rischio secondo fattori prognostici, clinici ed anatomopatologici;
8. Le indicazioni e modalità di trattamento intravescicale: adiuvante (eradicazione della malattia residua o profilassi), trattamento terapeutico di prima o seconda linea, focalizzandosi su [57]:
a. regime di trattamento (ambulatoriale vs DH) e tipologia del personale dedicato;
b. tipo di trattamento (immunoterapia, chemioterapia, terapie combinate o sequenziali, con
o senza fonti di energie esterne);
c. schema di trattamento: neoadiuvante, early single pre o postoperatoria, ciclo di induzione settimanale con o senza ciclo di mantenimento;
d. tecnica e modalità di somministrazione: quantità di farmaco somministrata, volume di diluizione, temperatura, osmolarità, pH della soluzione, durata di ogni singola somministrazione, tipo di catetere utilizzati;
e. valutazione della tossicità locale e sistemica delle terapie intravescicali adottate;
f. valutazione dell'efficacia delle terapie intravescicali: intervallo libero da malattia e tasso di recidiva;
g. frequenza e modalità di follow-up;
h. analisi dei costi di ogni farmaco;
i. regime di trattamento (ambulatoriale vs DH) e tipologia del personale dedicato
j. tipo di trattamento (immunoterapia, chemioterapia, terapie combinate o sequenziali, con o senza fonti di energie esterne);
k. schema di trattamento: neoadiuvante, early single pre o postoperatoria, ciclo di induzione
settimanale con o senza ciclo di mantenimento;
l. tecnica e modalità di somministrazione: quantità di farmaco somministrata, volume di
diluizione, temperatura, osmolarità, pH della soluzione, durata di ogni singola somministrazione,
tipo di catetere utilizzati;
m.valutazione della tossicità locale e sistemica delle terapie intravescicali adottate;
n. valutazione dell'efficacia delle terapie intravescicali: intervallo libero da malattia e tassi di
recidiva;
o. frequenza e modalità di follow-up;
p. analisi dei costi di ogni farmaco.